Il vangelo secondo Pilato

Scheda

di
Eric-Emmanuel Schmitt
traduzione
Glauco Mauri
Gesù
Luca Brancato
Pilato
Giovanni Mongiano
Sesto
Andrea Aceto
scenografie
Officine scenografie TeatroLieve
costumi
“Olivia C.”
light designer
Simone Valmacco
organizzazione generale
Paola Vigna
produzione
TeatroLieve
regia
Giovanni Mongiano

Sul monte degli Ulivi un uomo aspetta che i soldati vengano ad arrestarlo per condurlo al supplizio. Quale potenza soprannaturale ha fatto di lui, figlio di un falegname, un trascinatore di popolo che fa miracoli e predica l’amore e il perdono? Tre giorni dopo, la mattina di Pasqua, Pilato conduce la più inconsueta delle inchieste: un cadavere è scomparso. Scritto con lo stile incalzante di un noir, Il vangelo secondo Pilato conquista lo spettatore con una sequenza di colpi di scena. Non solo il cadavere è scomparso, addirittura circola la voce ridicola che Gesù sia vivo. Il protagonista delle apparizioni è un sosia? Dov’è nascosto il cadavere? Chi tira le fila di questo macabro gioco? Ma Gesù è davvero morto sulla croce? Pilato indaga. Il caso appare insolubile. Il Vangelo secondo Pilato, una delle opere più intriganti del grande scrittore e drammaturgo francese Eric-Emmanuel Schmitt prende avvio per trovare delle risposte e termina con delle domande. Domande profonde che non possono essere risolte. Possono solo essere raccontate. Quanta è lontana Roma dalla fastidiosa Giudea per Pilato. E quanto è strano quel che succede intorno al Messia. Messia? Gesù e Pilato, due uomini colti nel dubbio, colti dal dubbio. Alla fine gli spettatori non ricevono nessuna verità, ma i dubbi che attanagliano Gesù e Pilato alla fine saranno i loro dubbi.