Memorie di un pazzo

Scheda

di Giovanni Mongiano (con l’amichevole collaborazione di Nikolaj Vasil’evic Gogol)
Regia
Luca Brancato e Giovanni Mongiano
Gogol, più o meno 70 anni
Giovanni Mongiano
Novak, più o meno 40 anni
Luca Brancato
Gregor, più o meno 9 anni
un acrobata
Direzione Tecnica
Massimo Fonsatti
Costumi
Rosanna Franco
Elementi Scenografici
Crescenzo Ventre
Luci e audio
Paola Vigna
Disegni
Sonia Dell’anna
Assistente di palcoscenico
Cecilia Greghi
Progetto grafico
Marinella Debernardi
Fotografie
Leonardo D’amico
Produzione
Teatro Lieve – Bottega d’Arte

Una giocosa riflessione sulla bellezza e sulla pazzia. Gli unici strumenti di salvezza. Il solo modo per elevarsi al disopra della volgarità del mondo**.

1993 Un celebre attore svanisce improvvisamente nel nulla dopo la 274esima e ultima replica de “Le memorie di un pazzo” di Nikolaj Vasil’evic Gogol. Perché? Che fine avrà fatto? Quali inconfessabili segreti si nascondono dietro la misteriosa scomparsa? I giornali e le televisioni non trascurano nessuna ipotesi, anche la più macabra. Invidie? Gelosie? Non si sa. Un thriller? Non si sa. Ah,Tangentopoli? Improbabile…

2018 Come passa il tempo… Qualcuno è da tempo sulle tracce dell’attore. Si chiama Novak. Chi è? Un investigatore privato? Un giornalista? No. Perché lo cerca? Nessuno lo sa. E allora chi è? Solo Masha Levcenko lo sa: è una ragazza russa, fa la badante per la cooperativa “Gli angeli del focolare”. Lo sapete il russo? Intanto non parla. Ma se siete carini con lei, nel suo stentato italiano, vi dirà che Novak ha bisogno di soccorso, aiuto, protezione, sostegno. E il celebre attore glielo potrà dare? Sembra di sì! Lo otterrà? Che ne so io del destino degli uomini. Potrei dirvi di più a proposito dei ravanelli. Parola di Samuel Beckett. Io so solo che si nasce tutti pazzi. Alcuni lo restano. Qualcuno di più. E’ un thriller? Non si sa. E’ un gioco? Sì. Come la vita? La vita, si sa, è un gioco dal repertorio deludente. Il teatro, invece, no.