Niccolò, quanti capricci!
Uno spettacolo teatral-musicale e una collaborazione di TeatroLieve con Camerata Ducale.
Scheda
- testo e regia
- Giovanni Mongiano
- violino
- Guido Rimonda
- Niccolò Paganini
- Giovanni Mongiano
- Achille, figlio di Niccolò
- Ginevra Bergesio
- Antonia Bianchi, madre di Achille
- Paola Vigna
- Principessa Elisa Baciocchi Bonaparte
- Marina Bergesio
- Baronessa Hélène von Dobeneck
- Carlotta Giarola
- Angiolina Cavanna
- Anna Mastino
- Carlotta Watson
- Vanessa Pera
Già malato da tempo, Paganini muore a Nizza il 27 maggio 1840, circondato da illustri medici, ma anche da loschi ciarlatani, a seguito di un accidentale ma violento colpo di tosse che gli provoca, come da referto: “una emottisi (sangue dalla bocca) irreparabile (per forza, è morto!)”. Qui comincia lo spettacolo, perché, si sa, a teatro i morti parlano. D’altra parte negli ultimi tempi Niccolò era completamente afono, colpa di una laringite tubercolare provocata dalla lue (termine più elegante di sifilide). Niccolò, già imbalsamato, scopre che il vescovo di Nizza gli vuol negare la sepoltura per la sua condotta immorale. E irritato da questa seccante situazione, dentro una teca trasparente, comincia a raccontare la sua vita al figlio Achille, rammentando i suoi strabilianti successi, la sua abilità ineguagliabile che lascia sbalorditi spettatori e musicisti e che fa scrivere fiumi di parole a giornalisti e scrittori. C’è chi lo descrive “come un’ anima ardente arrivata al suo talento per un errore dell’amore che lo fece gettare in carcere per lunghi anni. Tra le catene non gli restava che il violino. Così raggiunse la perfezione. L’artista-assassino, a tu per tu con il diavolo che gli fa conseguire il sommo dell’arte, in compenso della sua anima”. Sarà vero? Non sarà una diabolica messa in scena orchestrata dallo stesso Niccolò per accrescere fama e successo intorno al suo nome? Ma altri guai sono in vista: esposto in quella teca, tra una folla di ammiratori in visita, si palesa pure la madre di Achille, Antonia Bianchi, a rivangare la loro burrascosa relazione, e infine per una perfida e grottesca coincidenza ecco intorno a Niccolò, le sue amanti più celebri, da Elisa Bonaparte a Carlotta Watson, dalla baronessa Hélène von Dobeneck ad Angiolina Cavanna, tutte sedotte e abbandonate. E non sarà facile difendersi…

Articolo La Stampa del 24 maggio 2022